Parlando di Mantra

Parliamo di Mantra.

 

Chi sa cosa sono e perchè esistono?

 

La parola mantra è ormai entrata nell’uso comune.

Si sentono spesso persone che magari non hanno mai praticato yoga dire “questo deve diventare il mio mantra”.

 

 

 

Ma quante di queste persone sanno veramente di cosa si tratta? Che cosa significa questa parola? Perché all’inizio e alla fine di una classe di yoga solitamente si canta l’Om?

 

 

 

La parola Mantra è una parola in sanscrito  che è formata da due elementi:

  • MANche significa “pensare”
  • TRAche invece significa “proteggere o liberare dalla schiavitù del samsara (ciclo di nascite e morte) e dal mondo materiale”

 

Quindi la parola mantra significa “pensiero che libera e protegge”.

 

 

Un Mantra è l’unione di sillabe la cui unione crea un’energia spirituale in grado di attrarre altre energie.

 

Si dice che i Mantra esistevano nell’etere. Sono stati direttamente percepiti dagli antichi Rishi (veggenti) che li hanno tradotti in uno schema udibile di parole, ritmo e melodia.

 

 

 

Fondamentale è cantare il Mantra con la sua melodia originaria perchè la vibrazione su cui si basa il suono è parte integrante del Mantra stesso.

 

 

Il fine dello yoga è l’autorealizzazione, l’unione con il Divino.

A questo scopo, esistono diversi sentieri dello yoga descritti nella Bhagavad Ghita. Menziono:

  • Karma Yoga: la via dell’azione
  • JnanaYoga: La via della conoscenza divina
  • Dhyana Yoga: la via della meditazione
  • Raja Yoga: il tesoro nascosto
  • Ma lo yoga più elevato è il Bhakti Yoga: la via della devozione

 

 

 

Ogni era o yuga vedeva uno yoga diverso come protagonista.

In ogni yuga, lo scopo dello yoga viene raggiunto nel modo migliore per gli individui di quel periodo.
L’era in cui viviamo è chiamata Kali yuga.

 

“Kali yuga keval namaha adhara”: in Kali yuga il sacro nome è la nave che permette di attraversare l’oceano dell’illusione.

 

 

La ripetizione o il canto di un Mantra sarebbe dunque il metodo più indicato per questo periodo.

 

 

 

Ma perchè i Mantra vengono ripetuti?

 

Aiuta ad aumentare la concentrazione.

Inoltre, secondo le scritture Vediche, è una pratica che purifica la nostra anima anche se non ne capiamo le parole.

 

Ogni Mantra è devozionale per sua natura. Ripetendolo, lo portiamo al centro di noi stessi ed esso ci porterà a raggiungere il fine ultimo: ovvero l’unione con il Divino e la liberazione dalla sofferenza.

 

 

Uno dei primi risultati nella pratica del Mantra è il controllo del respiro, che porta con sé il controllo delle emozioni.

 

 

Questo succede sia se, consapevolmente nel canto offriamo le nostre emozioni e manifestiamo l’intenzione di averne il controllo, sia come naturale conseguenza del controllo del respiro e del tenere occupata la mente.

 

Diventiamo più consapevoli e sostituiamo le emozioni negative con affermazioni positive. Tutto questo incoraggia lo sviluppo armonico di tutti gli aspetti del potenziale umano.

 

 

 

Dal momento che purifica la mente, il Mantra permette di risvegliare ulteriori livelli di consapevolezza. Questo si percepirà a livello emozionale e sottile. Permettendo quindi al nostro equilibrio di emergere.

 

 

 

Credo che in queste pratiche, oltre alla forza di volontà, sia importante abbandonarsi a ciò che accade senza creare troppi blocchi.

Se non puoi abbandonarti infatti, l’energia risvegliata dalla praticainvece di aiutarti a risvegliare il tuo potenziale spirituale nutrirà l’ego.

 

 

Il Mantra a volte viene introdotto nelle pratiche yoga. In questo modo si potrà accedere a livelli più profondi degli asana.

 

 

 

Il mantra che tutti noi conosciamo è il suono universale OM.

 

Il suono cosmico AUM (OM) è l’origine di tutti gli altri suoni ed è al tempo stesso un Mantra.

 

Viene chiamato Pranava, la sillaba sacra, e simboleggia il Brahman, la realtà spirituale.

 

E’ la vibrazione emessa da Brahman che, condensando l’energia, ha creato la materia e l’intero Universo.

 

 

 

Il Mantra AUM conduce all’illuminazione. Il canto dell’Om purifica la mente, distrugge le negatività e l’egoismo.

 

 

 

Anche il flauto del Signore Krishna simboleggia il Pranava. Attraverso il suono del suo flauto, Krishna crea il mondo, e con il suo suono, richiama i devoti.

 

 

Come il flauto, il devoto deve essere vuoto, senza egoismo e attaccamenti.

 

In questo stato di completo abbandono, il sé individuale si fonde con il Sé universale e si sperimentano gioia e armonia.

 

 

 

Cercando di sintetizzare quanto detto sino ad ora.

  • L’uso del Mantra permette alla mente di concentrarsi in un solo punto.

 

  • Cantare un Mantra con devozione e concentrazione ha un’influenza armoniosa sull’intero corpo e la mente, dona un senso di profonda pace e gioia. Così come accade anche con altre forme di meditazione.

 

  • Attraverso la costante ripetizione del Mantra si attrae il suo potere spirituale, si eleva la consapevolezza al livello della risonanza mantrica.

 

  • I testi vedici dicono che un mantra ha il potere di farci accedere alla coscienza cosmica e alla supercoscienza, donando libertà, illuminazione  e immortalità.

 

 

Non vi resta che trovare il vostro mantra da unire alla pratica yoga e meditazione e farlo vostro, sentirlo vostro fino a che la sua potenza non si manifesterà in voi.

 

Il mio mantra? E’ l’HARE KRISNA MAHA MANTRA.

In Kali Yuga viene considerato il mantra più elevato e quello più efficace.

 

Libera la mente e l’anima dalle impurità, risvegliando la nostra naturale sostanza. Sviluppa amore e compassione per tutti gli esseri viventi ed eleva a strati di coscienza superiori.

 

Lo pronuncio e canto da molti anni. Mi accompagna nei miei passi di vita e sento la sua forza in me. La mia anima danza alla sua vibrazione.

Buon ascolto…

https://www.youtube.com/watch?v=3Hx0umh_uiA

 

 

 

 

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